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mercoledì 19 novembre 2008
giovedì 24 aprile 2008
Alessandra COLLA
Alessandra COLLA [IlC.]:
"Si cresce, si matura, si diventa più critici e dunque si cambia. È un processo naturale, ma oggi che viviamo nell’era dell’artificio e della manipolazione questo processo tende a scomparire. La gente resta com’è, fissata in un’eterna adolescenza acritica che rifiuta ogni responsabilità e delega in continuazione, sempre, per qualunque cosa e non importa a chi. Questo è l’aspetto che mi piace di meno nella società di oggi: perché se si toglie all’individuo la capacità di pensare con la propria testa lo si distrugge, e distruggere l’individuo significa distruggere la libertà.
Io questo non lo vorrei proprio. Così è inevitabile che stia con i nativi americani contro gli yankee, e con i palestinesi contro gli israeliani, e col subcomandante Marcos contro gli Usa, e con Cuba contro il resto del mondo… E vorrei che l’Africa tornasse agli africani, e che si eliminassero le multinazionali, e che i bambini non dovessero più lavorare, e che ci si dimenticasse degli OGM, e che si rispettassero gli Xavante e gli Yanomami lasciandoli vivere nella loro foresta amazzonica non più devastata… e le solite altre migliaia di cose che oggi costituiscono una serie spaventosa di priorità di fronte alle quali il tenore di vita di un 15% del genere umano perde ogni consistenza e diviene sacrificabile.
Io tutte queste cose le vorrei davvero. Me le sogno, perfino. E voi?"
AlessandraCOLLA.net
"Si cresce, si matura, si diventa più critici e dunque si cambia. È un processo naturale, ma oggi che viviamo nell’era dell’artificio e della manipolazione questo processo tende a scomparire. La gente resta com’è, fissata in un’eterna adolescenza acritica che rifiuta ogni responsabilità e delega in continuazione, sempre, per qualunque cosa e non importa a chi. Questo è l’aspetto che mi piace di meno nella società di oggi: perché se si toglie all’individuo la capacità di pensare con la propria testa lo si distrugge, e distruggere l’individuo significa distruggere la libertà.
Io questo non lo vorrei proprio. Così è inevitabile che stia con i nativi americani contro gli yankee, e con i palestinesi contro gli israeliani, e col subcomandante Marcos contro gli Usa, e con Cuba contro il resto del mondo… E vorrei che l’Africa tornasse agli africani, e che si eliminassero le multinazionali, e che i bambini non dovessero più lavorare, e che ci si dimenticasse degli OGM, e che si rispettassero gli Xavante e gli Yanomami lasciandoli vivere nella loro foresta amazzonica non più devastata… e le solite altre migliaia di cose che oggi costituiscono una serie spaventosa di priorità di fronte alle quali il tenore di vita di un 15% del genere umano perde ogni consistenza e diviene sacrificabile.
Io tutte queste cose le vorrei davvero. Me le sogno, perfino. E voi?"
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«Essere esclusi dell'informazione è una grande forma di povertà!»
[padre Pasquale BORGOMEO, direttore Radio Vaticana]
«E' finito il tempo in cui un attore poteva starsene sul divano in attesa che gli arrivasse un buon copione. Adesso in Italia, devi partecipare attivamente alla realizzazione di un film, altrimenti ti offrono sempre lo stesso ruolo e non riesci a migliorarti. Io questa strada ho cominciato a percorrerla e mi piacerebbe che qualcun altro la seguisse.» Raul BOVA
[padre Pasquale BORGOMEO, direttore Radio Vaticana]
«E' finito il tempo in cui un attore poteva starsene sul divano in attesa che gli arrivasse un buon copione. Adesso in Italia, devi partecipare attivamente alla realizzazione di un film, altrimenti ti offrono sempre lo stesso ruolo e non riesci a migliorarti. Io questa strada ho cominciato a percorrerla e mi piacerebbe che qualcun altro la seguisse.» Raul BOVA



























































